Il modello sviluppato dalla Fondazione “Microcredito e Sviluppo” nel Calatino sud-Simeto
Simone Bruschetta*, Raffaele Barone*
* Psicologo, Psicoterapeuta, Gruppoanalista. Consulente dell’Agenzia di Sviluppo Integrato del Calatino sud-Simeto e della Fondazione “Microcredito e Sviluppo”. Responsabile della Sede di Catania del Laboratorio di Gruppoanalisi.
** Medico, Psichiatra, Gruppoanalista. Past-President Area di Sviluppo Industriale del Calatino. Membro del Consiglio di Amministrazione della Fondazione “Microcredito e Sviluppo”. Consulente dell’Agenzia di Sviluppo Integrato.
Abstract (EN): A framework of the Parameters of the Set(ting) of the Microcredit’s Small Group
Microcredit represents the carrying axis of that system of exchange of financial services to the person, best known like microeconomy, that they allow to the social bands poor and indigent the participation the political-economic life of the local communities.
The fundamental ring of the device of Microcredit is a small operative group composed from 5 persons more a conductor, defined solidarity-group and characterized from an intermediate sociality between the spontaneous group and the work group. It represents a device of participation particularly indicated for disadvantage persons and at risk of social exclusion, who mean to begin a way of self-help and social self-promotion. This small group constitutes the micro group level on which is founded the psycho-socio-economic support that the device of participation group-community-based of Microcredit supplies competently to the programs of Local Development Mental Health.
Using like reading grill the groupanalytic-subjectual theorising of Lo Verso (1994; 1998), of such group it comes developed a grill of assessment of the theorist-procedural parameters of its Set(ting) and of the characteristics of its functioning regarding intragroup, intergroup, organizational, institutional and communitarian dynamics. The Set(ting) of the Microcredit’s Small Group comes here put to comparison also with different kinds of psycho-social clinical groups developed by Sicilian groupanalysis.
Abstract (IT)
Il Microcredito rappresenta l’asse portante di quel sistema di scambio di servizi finanziari alla persona, meglio conosciuto come microeconomia, che permettono alle fasce sociali più povere e disagiate la partecipazione alla vita politico-economica delle comunità locali.
L’anello fondamentale del dispositivo di Microcredito è un piccolo gruppo operativo composto da 5 persone più un conduttore, definito solidarity-group e caratterizzato da una socialità intermedia tra il gruppo spontaneo ed il gruppo di lavoro. Esso rappresenta un dispositivo di intervento particolarmente indicato per persone svantaggiate ed a rischio di esclusione sociale, che intendano iniziare un cammino di auto-aiuto e di auto-promozione sociale. Questo piccolo gruppo costituisce il livello gruppale micro su cui si fonda il sostegno psico-socio-economico che il dispositivo di intervento gruppale-comunitario del Microcredito fornisce competentemente ai programmi di Sviluppo Locale di Salute Mentale di Comunità.
Utilizzando come griglia di lettura la teoresi gruppoanalitico-soggettuale di Lo Verso (1994; 1998), di tale gruppo viene sviluppata una griglia di valutazione dei parametri teorico-procedurali del suo Set(ting) e delle caratteristiche del suo funzionamento rispetto alle dinamiche intragruppali, intergruppali, organizzative, istituzionali e comunitarie. Il Set(ting) del Piccolo Gruppo di Microcredito viene qui messo a confronto anche con differenti tipi di gruppi clinici psico-sociali sviluppati dalla gruppoanalisi siciliana.
Keywords: Microcredito, Parametri di Gruppo, Set(ting), Lavoro Clinico-Sociale
Microcredit, Parameters of Group, Set(ting), Socio-Clinical Work
Premessa
La Fondazione “Microcredito e Sviluppo” di Caltagirone ha avviato ormai da circa due anni, un progetto di sviluppo locale di comunità attraverso il dispositivo del Microcredito, orientato al sostegno all’imprenditorialità dei soggetti in condizione di disagio psico-socio-economico.
Questo progetto di intervento clinico-sociale è stato sviluppato da una sinergia di diverse agenzie locali e nazionali, nell’intero comprensorio territoriale del Calatino sud-Simeto, tra le quali citiamo, oltre agli Enti Locali Comunali dei due Distretti Socio-Sanitari coinvolti (Caltagirone e Palagonia), l’Agenzia di Sviluppo Integrato SpA, l’Associazione scientifico-professionale Laboratorio di Gruppoanalisi, il Centro di Ricerca Interdipartimentale sui Gruppi dell’Università degli Studi di Bologna e la Banca Agricola Popolare di Ragusa (Barone, Bruschetta, Scerba, 2009; Brunori Bleve, 2009).
Il Microcredito, inventato in Bangladesh negli anni 70 da Muhammad Yunus (1997), rappresenta l’asse portante di quel sistema di scambio di servizi finanziari alla persona, meglio conosciuto come micro-economia, che ormai da alcuni anni temperano il mercato dei prodotti finanziari (credito, risparmio, assicurazioni ed investimenti) nelle economie cosiddette sviluppate ed occidentalizzate. I servizi micro-finanziari permettono infatti alle fasce sociali più povere e disagiate la partecipazione alla vita politico-economica delle comunità locali (Zamagni, 1987).
In particolare il Microcredito rappresenta un dispositivo di sostegno psico-socio-economico in grado di facilitare l’accesso al credito alle persone che le istituzioni bancarie capitalistiche definiscono “non bancabili”, in quanto non in possesso di beni materiali o posizionali che possano costituire un garanzia al prestito richiesto. La “non bancabilità” è infatti una caratteristica specifica della condizione di povertà ed una delle causa della difficoltà ad uscire da essa. La povertà di una comunità locale non si misura solo con la presenza di bassi redditi, ma soprattutto con l’impossibilità di alcuni, soprattutto dei soggetti che vivono in una condizione di precarietà e sofferenza psico-socio-economica, di entrare negli ingranaggi delle dinamiche politiche e finanziarie del proprio territorio (Dasgupta, 1988; Ehrenberg, 2010).
“La parola credito significa propriamente fiducia. Nel sistema bancario tradizionale, tuttavia, vige soltanto la diffidenza reciproca. Al giorno d’oggi le banche tendono a sospettare ogni debitore di voler scappare con il denaro; lo tengono quindi legato con clausole di ogni genere, studiate attentamente dagli avvocati. Per noi, al contrario, il presupposto di partenza è che i debitori siano onesti. Ci si potrà accusare di ingenuità, ma resta il fatto che (…) nel 99% dei casi la nostra fiducia è ricompensata. Gli insolventi rappresentano appena l’1% dei clienti. Ed anche in quei casi noi non riteniamo che il debitore insolvente sia automaticamente una persona disonesta, piuttosto pensiamo che la sua situazione personale sia così difficile da impedirgli di rimborsare il suo minuscolo prestito. Allora perché affannarsi a correre dietro agli avvocati? In fondo, lo 0,5% di mancato rimborso rientra tranquillamente nei rischi d’impresa” (Yunus, trad. it., 1998).
L’organizzazione gruppale-comunitaria del dispositivo di Microcredito
“Le persone, da sole, tendono a essere imprevedibili e irresolute; con l’appoggio e lo stimolo del gruppo il loro comportamento acquista stabilità e diventa di conseguenza più affidabile. La pressione, più o meno discreta, esercitata dal gruppo serve a mantenere i suoi membri in linea con gli obiettivi generali del programma di credito. La competizione che si instaura tra i gruppi e all’interno del singolo gruppo incita ognuno a fare del suo meglio. È difficile seguire l’evolversi della situazione di ogni cliente , ma se questi fa parte di un gruppo le difficoltà sono molto minori. Affidare al gruppo alcuni aspetti del controllo significa accrescerne l’autonomia e diminuire il lavoro degli impiegati. Inoltre, poiché il gruppo è chiamato ad approvare la richiesta di credito di ogni singolo membro, tutti si sentono moralmente coinvolti a garantire il rimborso; e se qualcuno si trova in difficoltà, gli altri di solito si mobilitano per aiutare anche se non ne sono responsabili economicamente” (Yunus, trad. it., 1998).
Il piccolo gruppo
L’anello fondamentale del dispositivo di Microcredito è un piccolo gruppo operativo composto da 5 persone più un conduttore, definito solidarity-group e caratterizzato da una socialità intermedia tra il gruppo spontaneo ed il gruppo di lavoro. È un gruppo che non a caso si vuole auto-fondato e non selezionato da alcun funzionario, ma comunque condotto da un operatore appositamente formato, all’interno del quale i cinque partecipanti costruiscono il proprio progetto economico e tessono quella rete di relazioni sociali che costituisce il vero capitale relazionale delle micro-imprese o micro-attività che nasceranno dal gruppo stesso.
Di tale gruppo viene sviluppata, all’interno del presente lavoro, una griglia di valutazione dei parametri del suo funzionamento rispetto alle dinamiche intragruppali, intergruppali, oragnizzative, istituzionali e comunitarie (vedi Scheda conclusiva).
Il gruppo mediano
Vi è poi un gruppo mediano, quello che Yunus (1997) chiama “il Centro” e che la metodologia più recente definisce village-banking, composto da una trentina di membri, che riunisce almeno cinque piccoli gruppi di utenti, e che si incontra a cadenza fissa per tutta la durata del progetto di Microcredito, e che offre, sempre agli utenti, la possibilità di sviluppare autonomie personali, competenze sociali e capacità organizzative più complesse; orientate soprattutto alla lettura politica, economica ed istituzionale della comunità e del mercato.
Questo gruppo mediano, composto da una trentina di persone, ha la proprietà di essere intermedio, oltre che per la numerosità dei suoi membri, anche per il suoi intervenire operativamente tra il livello del piccolo gruppo di lavoro e quello associativo dell’organizzazione che gestisce di un fondo comune di Microcredito o, più specificamente, anche se meno frequentemente, dell’istituzione che periodicamente riunisce in assemblea sociale tutti i gruppi di lavoro e tutte le persone portatrici di interesse.
Questo gruppo si colloca in una zona intermedia anche rispetto alla classica suddivisione in due tipologie dei gruppi gruppoanalitici: i gruppi vitali in cui sorgono i problemi che il gruppo stesso di propone di affrontare ed i gruppi di individui non collegati formati a scopi speciali (Foulkes, 1975)
Gli incontri periodici di tale gruppo, co-condotto dagli operatori che conducono i piccoli gruppi di utenti che lo compongono, assieme ai conduttori del gruppo staff (di coordinamento/co-visione/valutazione dei gruppi), servono anche ad offrire consulenze specialistiche, a scambiarsi informazioni strategiche e soprattutto ad aggiornare tutti gli utenti sui “passaggi” di denaro e sulla “negoziazione” dei crediti che riguardano il fondo comune di Microcredito. Quest’ultima funzione del gruppo mediano permette fondamentalmente agli utenti di fare un’esperienza diretta di gestione di un fondo economico e contemporaneamente di garantire la trasparenza della gestione finanziaria del progetto, al fine di ridurre i tentativi di truffa, i rischi di corruzione ed i sospetti sull’onestà degli operatori o dei responsabili del progetto.
Il gruppo staff mediano
Tutti gli operatori, i responsabili, i consulenti ed i supervisori dei gruppi che costituiscono il gruppo mediano, si riuniscono periodicamente in un gruppo staff, di formato intermedio, in assetto di coordinamento/co-visione/valutazione dell’andamento dei piccoli gruppi e del “centro” nel suo complesso.
Il grande gruppo
La dimensione assembleare del progetto di Microcredito si sostanzia in un gruppo definito Community Managed Revolving Loan Funds (CMRLF), un gruppo finanziario informale che svolge una funzione sociale molto simile a quelle di una piccola banca cooperativa che gestisce un fondo comune. Per questo ai suoi membri è richiesto di risparmiare, anche se i fondi iniziali provengono dall’esterno, sia in forma di prestito che di grants.
Questo grande gruppo di gestione comunitaria riunisce periodicamente tutti gli utenti dei vari gruppi mediani coinvolti assieme agli animatori, ai consulenti, ai referenti istituzionali, ai responsabili, ai progettisti ed ai supervisori; e può assumere anche la funzione di una Assemblea deliberativa di partecipazione alla gestione collettiva del fondo comune di Microcredito.
Il gruppo staff di progetto
Periodicamente si riunisce anche un grande gruppo di coordinamento e/o valutazione composto dagli animatori, i consulenti, i referenti istituzionali, i responsabili, i progettisti ed i supervisori di tutti i gruppi mediani di utenti del progetto di gestione finanziaria del fondo comune.
L’istituzione gruppale
Il livello gruppale superiore a quello assembleare della gestione del fondo comune, è quello della dimensione associativa che istituisce il progetto di Microcredito che ha la forma tipica delle Saving and Loan Associations. Le Associazioni di credito e risparmio sono generalmente istituzioni di economia civile e sostenibili, come ad es. la Fondazione “Microcredito e Sviluppo”, finanziate dagli stessi risparmi locali. Svolgono un’attiva funzione d’intermediazione istituzionale e/o finanziaria, in particolare attraverso la mediazione di flussi economici che assicurino la permanenza delle risorse all’interno della comunità dove i risparmi sono stati mobilitati.
La funzione clinico-sociale del dispositivo di Microcredito
I gruppi di Microcredito sono, oltre che dei gruppi di lavoro per la realizzazione dei progetti economici individuali, anche gruppi di formazione psico-sociale alle competenze relazionali ed ancora, gruppi di inclusione socio-lavorativa per persone appartenenti a categorie sociali vulnerabili e svantaggiate.
Il dispositivo del Microcredito soddisfa anche la fondamentale esigenza di attivare relazioni profonde di aiuto, sostegno ed accudimento, diminuendo la sensazione di insicurezza sociale che chi soffre di disagio esistenziale spesso vive, specie nei momenti di crisi. Ciò accresce il senso di fiducia individuale (auto-efficacia) e collettiva (speranza), generando beni relazionali ed aumentando il capitale umano locale (Yunus, 1998).
Gli operatori di Microcredito devono quindi, per definizione, avere sviluppato competenze specifiche nella
- gestione delle dinamiche gruppali, comunitarie e sociali, per poter condurre un piccolo gruppo di 5 utenti, co-condurre un gruppo mediano di utenti e partecipare sia ai lavori del grande gruppo di gestione del fondo comune sia ai gruppi-staff mediani e di progetto ,
- nella gestione economica delle transazioni finanziarie ed amministrative richieste sia per l’elaborazione del Progetto Economico Personalizzato di ciascun utente, sia per il suo finanziamento attraverso il fondo comune di garanzia, sia per la gestione del fondo comune.
In tale dispositivo psicologia ed economica si incontrano creativamente, grazie a specifiche caratteristiche teorico-procedurali del suo Set(ting).
Il concetto di Set(ting) Comunitario in Gruppoanalisi
Il concetto di Set(ting) è una delle più profonde elaborazioni che si sono sviluppate a partire dall’originale intuizione di Foulkes (1948) sul “contesto terapeutico di gruppo”.
Lo Verso (1994) chiama Set(ting), il campo mentale condiviso della terapia gruppale (contemporaneamente matrice e rete del gruppo) e ne rappresenta la macro-unità di analisi (Giannone, Lo Verso, 1997; 1998; 2011). Esso è il campo esperienziale totale al cui interno si svolgono le relazioni cliniche, e che viene così a definirsi come il locus di svolgimento e di riferimento dei processi terapeutici. Il Set(ting) è la risultate di tutte le seguenti variabili interconnesse tra loro, e solo articifialmente scomponibili:
- il contesto organizzativo-procedurale della situazione gruppale – il Set
- il contesto mentale-semantico degli operatori implicati con funzioni terapeutiche, – il Setting
- l’utenza del gruppo: pazienti, familiari, altri operatori coinvolti nel processo di cura, eventuali carers, ecc.
- la committenza e gli eventuali referenti esterni o portatori di interessi
- l’influenza, i condizionamenti e gli intenzionamenti sociali sul gruppo.
In campo clinico-sociale il concetto di Set(ting), è stato sviluppato in relazione alle funzioni terapeutiche svolte dai dispositivi gruppali-comunitari intesi in senso ampio. In questo senso la Comunità Terapeutica per la cura della patologia mentale, può essere gruppoanaliticamente considerata un Set(ting) comunitario; in quanto attivante “un campo politico-esperienziale, nel quale la relazione che si va strutturando ed intrecciando, all’interno di particolari coordinate formali, istituisce un campo mentale specifico, una matrice in continua evoluzione”, che rappresenta il “campo mentale condiviso della terapia” (Barone, Bruschetta, Giunta, 2010).
E nello stesso senso, anche un progetto di sostegno psico-socio-economico attraverso l’attivazione di dispositivi di intervento gruppali-comunitari, come ad esempio la gestione comune di un fondo di Microcredito, può essere gruppoanaliticamente rappresentato come un Set(ting) comunitario. Cioè come un unico grande contenitore in cui si svolge un programma di attività clinico-sociali personalizzato per ogni utente. Attività che sono volte a sostenere lo sviluppo psico-socio-economico dei partecipanti ai gruppi e delle dimensioni comunitarie che a loro volta li attraversano.
La funzione terapeutica comunitaria di tali gruppi è quindi quella di permettere ai loro partecipanti di:
- sopravvivere ad una situazione di disagio e prendere consapevolezza della realtà storico-sociale nella quale si ritrovano,
- orientare le proprie energie su investimenti costruttivi ed interrompere la ciclicità degli acting autodistruttivi ricorrenti
- contenere l’ansia del vuoto ed il disagio esistenziale derivante delle problematiche psico-socio-economiche che li affliggono,
- canalizzare le azioni e i pensieri sugli obiettivi personali concreti da portare avanti quotidianamente
- partecipare allo sviluppo sociale e culturale delle proprie comunità e dei propri gruppi di appartenenza
- ri-costruire un significato condiviso sul proprio disagio e riconoscere il proprio potere di azione sul contesto
Il Set(ting) comunitario di un programma di sostegno psico-socio-economico come la gestione comune di un fondo di Microcredito rappresenta quindi un campo mentale di tipo gruppale in grado di:
- fondare nuovi spazi relazionali e di appartenenza, in quanto costringe gli individui che lo abitano ad “accogliere sempre nuovi pensieri” (Di Maria, 1994),
- offrire “senso all’insieme delle esperienze cognitive, emotive ed affettive di una comunità in un tempo storico dato” (Pontalti, 1994; Menarini, 1994).
Esso funziona in maniera implicitamente terapeutica (cioè favorente lo sviluppo mentale e la partecipazione sociale) quando attiva al proprio interno specifici Set(ting) gruppali.
I Set(ting) gruppali dei progetti di intervento psico-socio-economico attraverso il dispositivo del Microcredito, sono rappresentati quindi, specularmene ai dispositivi di intervento psicoterapeutico gruppale, dalla composizione di tre variabili macro-concettuali:
- il Set: gli aspetti organizzativi della struttura, l’articolazione degli spazi e degli incontri, le regole, la ripartizione temporale delle attività, la distribuzione dei ruoli e delle mansioni.
il Setting: l’impianto teorico-tecnico del programma di intervento sociale, la pre-condizione dell’organizzazione dell’intera struttura, che definisce la tipologia di sostegno psico-socio-economica e l’agire clinico-sociale all’interno del gruppo.
- la Matrice Sociale: tutti quei vincoli e quegli intenzionamenti, a cominciare da quelli dati dalla stessa utenza e dalla committenza, sul posto che il gruppo deve occupare, nel progetto di intervento, nella comunità locale, nel mondo sociale, nel panorama culturale, nella comunità scientifica e non per ultimo sul mercato dei servizi alla persona.
Il Set(ting) del Piccolo Gruppo di Microcredito a confronto con differenti tipi di gruppo
Il Piccolo Gruppo di Microcredito può essere inquadrato come un gruppo operativo, indicato per persone svantaggiate ed a rischio di esclusione sociale che intendano iniziare un cammino di auto-aiuto e di auto-promozione sociale. Esso rappresenta i livello gruppale micro su cui si fonda il sostegno psico-socio-economico che il dispositivo di intervento gruppale-comunitario del Microcredito fornisce competentemente ai programmi di Sviluppo del Capitale Sociale ed Umano Locale (Barone, Licari, Barrano, Saperi, Dondoni, 2006), ed al lavoro di Psicoterapia di Comunità (Barone, Bellia, Bruschetta, 2010).
Gruppi di prevenzione del disagio e di sostegno clinico-sociale
Utilizzando come griglia di lettura la teoresi gruppoanalitico-soggettuale di Lo Verso (1998; 2002; 2004), questo gruppo può essere definito come un gruppo senza Set(ting) stabile, o con Set(ting) da ri-costruire costantemente. In questo modo sono spesso identificati quei gruppi che si svolgono dentro un contesto istituzionale molto pervasivo, e che per garantire la realizzazione degli obiettivi personali di ciascun membro devono modificare le proprie attività con una certa frequenza. In un certo senso il Set(ting) va mantenuto e salvaguardato, costruendolo e ricostruendolo costantemente in collaborazione con tutti i membri partecipanti e con i referenti socio-istituzionali. Questo gruppo ha una caratterizzazione sia supportiva, tipica di tutti quei gruppi clinico-sociali attivati in situazioni di crisi o per soggetti con disagio, ma anche una caratterizzazione formativa, in quanto tesi a migliorare o arricchire il funzionamento di organizzazioni di lavoro e le competenze professionali dei partecipanti.
Tra i parametri di differenti Set(ting) dei gruppi clinici, la tipologia di gruppo che gli si avvicina di più è naturalmente il Gruppo di Prevenzione, anche se in questo caso ciò che si intende prevenire attraverso la sua attivazione è la cronicizzazione di un percorso di esclusione sociale; la quale rappresenta, secondo l’OMS (2001; 2005) un fattore scatenante l’insorgenza o l’aggravamento di una sintomatologia psicopatologica, o generalmente legata allo stress ed al peggioramento della qualità della vita.
Gruppi di formazione psico-sociale e di inclusione socio-lavorativa
Questo gruppo può anche essere inteso anche come uno sviluppo specialistico dei gruppi di inclusione socio-lavorativa per la grave patologia mentale (Barone, Bellia, 2000a), o dei gruppi di formazione psico-sociale orientati allo sviluppo locale (Bruschetta, Barone, 2011); ambedue già sviluppati dalla gruppoanalisi siciliana nel lavoro clinico-sociale.
Il Piccolo Gruppo di Inclusione in Azienda
Nel campo dello Sviluppo Locale orientato alla Salute Mentale, ricordiamo che sono già stati elaborati da Bellia (2002) i parametri del Set(ting) del Piccolo Gruppo di Inclusione in Azienda[i] per pazienti con grave patologia mentale in tirocinio formativo. Questo gruppo è stato sviluppato con riferimento a quello specifica funzione di formazione psico-sociale sulla quale si fonda il Sostegno all’Impresa Sociale attraverso il dispositivo di intervento gruppale-comunitario di Inclusione Socio-Lavorativa delle persone con grave patologia mentale (Barone, D’Anna, Volpe, 2001; Barone, Bellia, 2000b).
Il Gruppo Mediano di Inclusione Socio-Lavorativa
L’Inclusione Socio-Lavorativa è inoltre il cuore di un altro gruppo gruppoanalitico, questo di dimensioni intermedie, detto appunto Gruppo Mediano di Inclusione Socio-Lavorativa, e che rappresenta un dispositivo terapeutico/formativo di tipo gruppale-comunitario sviluppato dal Laboratorio di Gruppoanalisi catanese all’interno dei Progetti di Sviluppo Locale mirati al sostegno psico-socio-economico dei soggetti con profondo disagio esistenziale (Barone, Bruschetta, 2008). L’obiettivo principale di tale dispositivo è il prendersi cura della persona con disagio mentale e relazionale attraverso il riconoscimento, la valorizzazione e lo sviluppo principalmente delle sue parti sane. Questi gruppi sono di solito concepiti a termine, a conduzione psicodinamica-gruppoanalitica, di tipo espressivo-esperienziale e di grandezza mediana e sono stati sviluppati per sostenere pratiche di Salute Mentale di Comunità che non si fermino alla semplice erogazione della pensione di disabilità o di un sussidio economico, ma che permettano di considerare sempre e comunque come cittadino, chi ha sofferto di patologia mentale anche grave.
Gruppi di sviluppo locale e di elaborazione clinico-sociale
Il Microcredito, può essere considerato quindi, non soltanto come un dispositivo di intervento sociale attraverso il sostegno, tanto alle persone che vivono in condizioni di disagio quanto allo sviluppo locale di comunità, ma anche come un dispositivo di analisi sociale e di elaborazione collettiva dei processi politico-culturali e del capitale sociale che arricchiscono o depauperano gli ambienti umani ed i territori.
I gruppi di Microcredito incrociano qui, nella loro rielaborazione gruppoanalitica, i gruppi di elaborazione clinico-sociale[ii] elaborati della gruppoanalisi soggettuale per la ricerca sullo psichismo mafioso (Giorgi, Giunta, Coppola, Lo Verso, 2009). Tali gruppi infatti, permettono di raccogliere e studiare le modalità di funzionamento mentale e di organizzazione sociale che caratterizzano i contesti di appartenenza e le relazioni interpersonali, non solo degli individui ad essi partecipanti, ma di tutti gli individui che vivono in condizioni di disagio psico-socio-economico in una data comunità locale.
PARAMETRI DI VALUTAZIONE DEL
PICCOLO GRUPPO DI CINQUE UTENTI DI MICROCREDITOFondazione “Microcredito e Sviluppo” A cura di Simone Bruschetta e Sheila Scerba[iii] |
Domanda di partecipazione e modalità di inizio rapportoL’inizio del rapporto avviene per aggregazione spontanea da parte degli utenti dopo una fase di avvicinamento alla Fondazione, a volte su invio dei Servizi Sociali Territoriali, ed un periodo di familiarizzazione con il Progetto, attraverso la partecipazione ai gruppi mediani che si svolgono a cadenza mensile e che riuniscono 5 operatrici, ciascuna con un proprio gruppo. Tale fase consente l’avvio della familiarizzazione e sostiene il contatto e l’avvicinamento reciproco tra l’utente ed i gruppi in fase di formazione, o di completamento del numero dei loro membri. La scelta di partecipare ad un gruppo avviene in maniera spontanea ma condivisa con i conduttori del gruppo mediano e del piccolo gruppo in formazione, oltre che dei suoi partecipanti. |
Tipo di utenzaSoggetti a rischio povertà anche in carico ai servizi sociali territoriali del comprensorio Calatino sud-Simeto; che vivono una situazione esistenziale di disagio psco-socio-economico e che sono considerati “non bancabili” in quanto sprovvisti di capitale di garanzia. Ciascun utente condividerà all’interno di un gruppo di riferimento la propria idea di auto-imprenditorialità lavorativa, discutendola con gli altri, verificandola nel confronto con questi e contrattandola rispetto alle modalità pensate per progettarla e realizzarla. |
Numero di utentiLa numerosità obbligatoria di cinque elementi, è stata definita da Yunus (1997) proprio per la specifica funzione che il gruppo deve svolgere. Dato che esso rappresenta un gruppo di lavoro, deve essere messo nelle condizioni di poter decidere su questioni vitali per il suo funzionamento. Cinque è allora il numero minimo per essere un gruppo e poter decidere eventualmente a maggioranza. I membri non possono intrattenere tra loro relazioni di parentela, proprio come in tutti i gruppi clinici fondati sulla valorizzazione delle diversità e sulla promozione della soggettività. E questo affinché ciascuno si assuma personalmente la responsabilità delle proprie scelte. |
SedeLe riunioni avvengono presso la sede della Fondazione, ma i singoli gruppi si possono incontrare anche presso la sede lavorativa dell’impresa o dell’attività finanziata. È prevista anche la possibilità che il gruppo si riunisca in altre sedi istituzionali per fornire, ove necessario, sostegno e consulenza alle attività di ciascun membro. |
Set(ting) e matrice di gruppoOgni membro del gruppo è tenuto ad elaborare un Business Plan, o Progetto Individuale di Sostegno Economico e Inclusione Lavorativa (Progetto SLI), che prevede le modalità di investimento della somma ricevuta, e quelle di restituzione della stessa. Tale Progetto viene discusso ed eventualmente migliorato con l’aiuto dello stesso gruppo, dell’operatore e se necessario anche all’interno del gruppo mediano. Il Progetto SLI, per poter essere ammesso a finanziamento, deve ottenete la fiducia dei membri del piccolo gruppo e dei membri del gruppo mediano di cui il gruppo fa parte. Ottenuto il prestito, tutti gli utenti continuano a riunirsi periodicamente, fino alla restituzione dell’ultima rata. |
Cadenza degli incontriDi solito determinati dalle esigenze del gruppo e dagli obiettivi dei progetti di sostegno lavorativo personalizzati degli utenti. Gli operatori assicurano una riunione una volta la settimana, anche per raccogliere le rate di restituzione del prestito, pian piano che i finanziamenti ai partecipanti vengono approvati. Successivamente, quando tutti i membri del gruppo hanno iniziato l’attività, le riunioni saranno più flessibili, soprattutto nella durata. |
Operatori di microcreditoGli operatori/conduttori sono tutte donne appositamente formate dall’Agenzia di Sviluppo Integrato Spa in collaborazione con l’Università di Bologna, sono in possesso del certificato di specializzazione di cui al corso “Microcredito e Sviluppo” – Asse III, Misura 3.12 POR, DDG Assessorato Reg. Lavoro e F.P. n. 150/FP del 24/08/2005. Le operatrici prestano attività di volontariato per la sperimentazione nella conduzione dei gruppi presso la Fondazione. A titolo di rimborso spese ricevono dalla Fondazione il 2% una-tantum dell’importo erogato a ciascun componete del proprio gruppo una volta ammesso a finanziamento. |
DurataCiascun utente condividerà all’interno di un gruppo di riferimento la propria idea di auto-imprenditorialità lavorativa, discutendola con gli altri, verificandola nel confronto con questi e contrattandola rispetto alle modalità pensate per progettarla e realizzarla. Ottenuto il prestito, tutti gli utenti continueranno a riunirsi periodicamente, fino alla restituzione dell’ultima rata dell’ultimo utente del gruppo. Il periodo di restituzione previsto varia da 24 a 48 mesi . |
ObiettiviI piccoli gruppi di microcredito sono, oltre che gruppi di lavoro per la realizzazione dei progetti individuali, anche gruppi di formazione alle competenze relazionali e, ancora, gruppi di inclusione socio-lavorativa. I gruppi si pongono come nuova istituzione sociale in grado di dialogare e contrattare (a volte anche contrapporsi) ai vincoli psicologici, sociali ed economici che le altre istituzioni della comunità locale pongono alla autonomia psico-economica ed alla realizzazione socio-professionale di ciascun utente. Ma, ciascun gruppo si pone anche come comunità di sostegno e di scambio reciproco, al fine di allargare e rafforzare le reti di appartenenza territoriale e di partecipazione sociale. Le attività economiche e le imprese attivate con questo dispositivo si ritrovano così a disposizione un capitale relazione enorme, sin dalla loro fondazione, rappresentato dagli scambi e dai rapporti che queste hanno sviluppato all’interno dei processi operativi attraverso la fornitura reciproca di beni o servizi a condizioni vantaggiose. |
ProcessualitàAffidare al gruppo la co-gestione del credito significa accrescere l’autonomia e le competenze degli utenti. Il piccolo gruppo è infatti chiamato ad approvare preliminarmente la richiesta di credito di ognuno dei suoi membri, i quali si sentono di conseguenza tutti moralmente coinvolti a garantirne il rimborso e ad aiutare chi tra loro fosse momentaneamente in difficoltà. Quando un piccolo gruppo presenta la richiesta di finanziamento per un suo membro, questa viene valutata in maniera trasparente, nella riunione del gruppo mediano da tutti gli utenti dei singoli gruppi e dalle operatrici, attraverso una analisi del Business Plain. Questa analisi viene svolta con l’aiuto dei supervisori che co-conducono il gruppo mediano in questione diventando a sua volta nuova occasione di apprendimento per tutti. Il gruppo ha anche la funzione di far maturare e trasmettere competenze socio-relazionali, economico-finanziarie, amministrativo-legali e tecnico-specifiche, attraverso la partecipazione di ciascun membro del gruppo alla elaborazione del progetto economico-lavorativo personalizzato. Il gruppo continua a svolgere la sua funzione di sostegno, formazione ed inclusione sociale, anche nel caso in cui un suo membro decidesse di non presentare alcun progetto e si limitasse a collaborare alla realizzazione di quello degli altri. Anzi, il gruppo, in questo caso svolgerebbe un’importantissima funzione preventiva di un aggravamento del disagio economico di un suo membro, qualora riuscisse ad evitare l’avvio di un’attività lavorativa dispendiosa ed improduttiva o la realizzazione di un investimento economico ad alto rischio di fallimento. |
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Istituzione Tutti le operatrici, i responsabili della Fondazione ed i supervisori dei gruppi si riuniscono periodicamente in assetto di gruppo-staff mediano per il coordinamento/co-visione/valutazione dell’andamento dei piccoli gruppi e del gruppo mediano nel suo complesso. Tale gruppo integra occasionalmente anche i referenti istituzionali dei Servizi Sociali delle Pubbliche Amministrazioni coinvolte nel progetto ed i referenti dell’Istituto Bancario convenzionato. |
Responsabilità dell’operatore7conduttore di MicrocreditoResponsabilità dell’operatrice è quella di fondare il piccolo gruppo, garantendo una buona matrice di scambio e di collaborazione tra i membri, affinché possa rafforzarsi la fiducia e la responsabilità reciproca. L’operatrice ha il compito di sostenere la realizzazione ed il finanziamento del progetto economico-lavorativo personalizzato di ciascun membro, anche attraverso la ricerca di informazioni specifiche e la richiesta di consulenze tecniche. Infine l’operatrice ha anche il compito di garantire la raccolta nel gruppo della rata settimanale, per il pagamento della rata mensile alla banca.
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ConduzioneIl Piccolo Gruppo di Microcredito è un gruppo operativo che si costituisce come gruppo vitale, che manifesta nel tempo una dinamica di scambio e convivenza tipica di tutti i gruppi di inclusione socio-lavorativa e di partecipazione alla vita sociale. L’assetto operativo che il gruppo assume nei momenti di riunione formale condotti dall’operatrice, prevede una funzione deliberativa, come ad esempio il prendere delle scelte che riguardano la vita del gruppo ed il Business Plan di ciascun membro, ma anche una funzione economica, di raccolta della rata settimanale. La conduzione è congiunta con altri referenti e con i supervisori nel caso della consulenza tecnica richiesta ai membri del gruppo staff mediano per affrontare problematiche specifiche del gruppo nel suo complesso o dei singoli progetti dei suoi partecipanti. Il gruppo si riunisce invece in assetto semi-formale nei casi di attività specifiche svolte in contesti pubblici assieme a referenti istituzionali degli enti locali e dell’istituto bancario, ai quali posso anche non partecipare tutti i membri contemporaneamente.
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Interventi (modalità tecnico-operative)
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Formazione degli operatoriIl gruppo delle operatrici di microcredito deve possedere ed integrare competenze professionali interdisciplinari dalla psicodinamica dei gruppi alla micro-economia e nello specifico: .1) Competenza Economico-Finanziaria, per la gestione del fondo economico ed il controllo dei flussi di denaro;2) Competenze Giuridico-Amministrative per la progettazione economica personalizzata di Business Plan, non solo sostenibili economicamente, ma anche conformi a tutte normative e le leggi vigenti.3) Competenze Socio-Politiche, ma anche Pedagogico-Culturali, per la valutazione dell’impatto di ogni azione sul contesto sociale di appartenenza; e viceversa, l’impatto di specifiche dinamiche sociali sui progetti di auto-impiego o auto-promozione.4) Competenze Psicologico-Cliniche e quindi anche Psicopatologiche e riguardanti la salute mentale di Comunità, necessarie ad affrontare il disagio psico-socio-economico degli utenti ed a sostenere la sofferenza mentale e relazionale di cui eventualmente possono soffrire.5) Competenze Psicodinamico-Gruppali per la gestione delle relazioni intragruppo ed intergruppo, delle relazioni intrapersonali ed interpersonali, e dei campi mentali gruppali che tali relazioni attivano ed attraversano allo stesso tempo.Per questo motivo il gruppo delle operatrici che condividono l’appartenenza allo stesso gruppo mediano di utenti, viene fondato con almeno cinque membri. In questo modo è possibile far confluire nello stesso gruppo mediano, ma anche scambiarsi, in assetto di gruppo operativo di coordinamento/co-visione/supervisione, le consulenze di base per tutte le attività concernenti l’elaborazione dei Progetti Economico-Lavorativi Individuali degli utenti ed il loro finanziamento.La formazione specifica per queste professioniste si è fondata sull’interazione di concetti e applicazioni interdisciplinari tra scienze sociali diverse con il fine di fare acquisite una competenza a saper pensare le situazioni di disagio psico-socio-economico in termini inter-trans-multidisciplinari. Tale percorso formativo non può che strutturarsi a sua volta sull’esperienza gruppale della “comunità di apprendimento” (Brunori, 2003) e della “co-visione gruppoanalitica” (Lo Verso, 1994; 2002), intesi come metodi didattici privilegiati, non soltanto di contenuti cognitivi, teorici e tecnici, ma anche e soprattutto di sviluppo delle competenze emotive, affettive e relazionali necessarie a reggere il contatto quotidiano con il disagio psico-socio-economico, mediato dal dispositivo del microcredito.La formazione inoltre non può che essere strutturata anche su esperienze dirette sul campo ed accompagnata da uno specifico percorso di supervisione personale e professionale in itinere, fatta sia al piccolo gruppo degli operatori che al gruppo mediamo che li riunisce con i consulenti ed i responsabili. |
Blibliografia
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Note
[i] Il Piccolo Gruppo di Inclusione in Azienda, sviluppato all’interno di quel progetto di Sviluppo Locale Comunitario, dalle Agenzie sociali del Territorio Calatino, denominato “Il Volo dell’Airone” (Barone, Bellia, 2000a), è un gruppo finalizzato al sostegno dell’inclusione socio-lavorativa delle persone con grave patologia mentale, “un gruppo naturalmente ‘culturale’, pervaso dal ‘rumore’ tecnologico ed istituzionale della bottega, intrinsecamente centrato sul compito, (…) che si affranca dalla connotazione ‘familiare-familistica’ per ritrovare la sua vocazione – affettiva e pragmatica – di ‘gruppo di compagni di lavoro” (Bellia, 2002). Il progetto di intervento clinico-sociale “Airone” ha permesso l’inclusione socio-lavorativa di un centinaio di pazienti con grave patologia mentale, i quali attraverso la loro partecipazione a varie tipologie di gruppo, di formato piccolo, mediano e grande, sono riusciti a modificare oltre che la propria qualità della vita e le proprie modalità di partecipazione alla vita comunitaria, anche la rappresentazione soggettuale del sostegno sociale ricevuta e soprattutto “la percezione di sé, della propria identità, del proprio valore e del proprio ‘posto’ in relazione agli altri ed alla comunità sociale” (Barone, Bellia, 2000b). Una importantissima condizione, concreta e allo stesso tempo simbolica, del Piccolo Gruppo in Azienda è che “tutti (psichiatri, operatori sociali, pazienti, artigiani, ecc..) i partecipanti al gruppo sono pagati (come esperti di gruppi, come tutor, come allievi artigiani, come formatori …), sovvertendo così una costante del lavoro psichiatrico (spesso anche riabilitativo!) che relega i pazienti in una condizione personale, sociale ed istituzionale di marginalità, passività, in-degnità” (Barone, Bellia, 2000b)
[ii] Il Gruppo di Elaborazione Clinico-Sociale, seguendo una metodologia essenzialmente qualitativa di ricerca empirica sviluppata da Glaser e Strauss (1967) e definita grounded theory, permette infatti di osservare la fenomenologia psico-pato-sociologica delle condizioni di disagio vissute dai suoi partecipanti (memorie, vissuti, emozioni, associazioni, immagini, narrazioni, ecc.) consentendo una elaborazione teorica strettamente embricata alle acquisizioni operative ed alle azioni trasformarive dei modelli simbolici, dei complessi affettivi e delle condotte sociali che si manifestono attraverso l’analisi di specifici temi culturali fondanti la relazione soggettuale individuo-ambiente (Chamberlain, 1999). Ciò permette un contatto profondo con modalità di pensiero spesso dogmatiche, fondamentaliste e familistiche attraverso il quale è possibile iniziare a distinguere e disarticolare le manifestazioni del tema culturale oggetto di elaborazione con grande beneficio da parte dei membri del gruppo e dei gruppi di appartenenza dei membri che vi partecipano. Esso è quindi, a differenza del più diffuso dispositivo gruppale di indagine psico-sociale definito focus group, uno strumento di conoscenza e contemporaneamente di cambiamento nella sua stessa applicazione. La Gruppoanalisi Soggettuale ne ha fatto uno strumento di ricerca empirica e di raccolta d’informazioni, ma anche di crescita delle risorse umane dei partecipanti, e di sviluppo del capitale sociale delle comunità locali che, attraverso tale dispositivo, vogliono guardare dentro i processi psico-socio-economici che determinano le condizioni di disagio esistenziale, riconoscendoli dentro se stessi, e facendo luce su quegli aspetti culturali che sono più ostici da individuare e modificare. Primi fra tutti infatti e non soltanto per noi siciliani, quelli riguardanti lo psichismo mafioso (Giorgi, Giunta, Coppola, Lo Verso, 2009).
[iii] Direttrice della Fondazione Microcredito e Sviluppo, costituita il 19 dicembre 2007 su iniziativa dell’Agenzia di Sviluppo Integrato S.p.a, è iscritta nel Registro delle persone giuridiche private della Regione Siciliana.
La Fondazione non ha fine di lucro ed ha lo scopo di favorire la valorizzazione, promozione, sviluppo e gestione del dispositivo del microcredito quale strumento di coesione ed inclusione sociale contribuendo, di fatto, alla rimozione degli ostacoli di ordine sociale ed economico che limitano la partecipazione degli individui alla vita economico-sociale. Il Consiglio di Fondazione, carica puramente onorifica, è composto da 5 membri così individuati:
- Il legale rappresentante dell’Agenzia di Sviluppo Integrato s.p.a;
– Il Direttore dell’Osservatorio Internazionale per la Microfinanza;
– Il Sindaco rappresentante del Distretto socio-sanitario n. 13 di Caltagirone (CT);
– Il Sindaco rappresentante del Distretto socio-sanitario n. 20 di Palagonia (CT);
– Un esperto in strumenti di politiche di inclusione e coesione sociale.
