Giuseppe Ruvolo
Questo numero della nostra rivista dedica la parte monografica a contributi sul lavoro psicologico che ha un riferimento forte e diretto alle “istituzioni”, a cura di Ugo Corino. Nel rimandare alla sua introduzione una più precisa presentazione, mi riesce comunque difficile non accennare al fatto che in questo momento, in Italia e in tutto il mondo, crisi e malessere della vita delle istituzioni incombono su tutti noi (nel momento in cui scrivo il dibattito politico italiano è animato da una crisi di governo che da troppi anni è una crisi di cultura istituzionale). Non si tratta della crisi di qualche istituzione in particolare, ma di tutte: cioè di ogni struttura che connette e vincola le relazioni tra le persone, quindi, le istituzioni giuridiche, amministrative, educative, della salute, le istituzioni che organizzano il lavoro, ecc. Non è un tema nuovo o particolarmente originale, anche nei precedenti numeri della nostra rivista abbiamo ospitato parecchi contributi che direttamente o indirettamente se ne sono occupati: si potrebbe dire che chi si occupa di psicologia di gruppi e delle relazioni ha sempre la dimensione istituzionale come consapevole sfondo (a volte come figura più esplicitamente), non può non occuparsene, allo stesso modo in cui, come hanno scritto i teorici della comunicazione, non si può non comunicare!
Siamo convinti che la consapevolezza della molteplicità/complessità della vita di relazione di chi ha una visione e una competenza gruppale conduce “naturalmente” a lavorare avendo come orizzonte costante di riferimento le istituzioni. Mi piace, pertanto, pensare che questo numero offra ai lettori un contributo di pensiero e di esperienza di lavoro concreto particolarmente utile oggi, in Italia e altrove, prezioso perché non è generico, bensì molto ancorato a una visione epistemologicamente e professionalmente competente su ciò che connette e vincola gli uomini, nella mente, nella società e nella incessante produzione di cultura.
Proponiamo, inoltre, in questo numero due contributi nella sezione di psicologia etno e transculturale, ed un contributo nella sezione dedicata alla formazione. Nella prima di queste sezioni pubblichiamo una ampia conferenza di René Kaes, nella quale l’A. fa il punto sulla ricerca sviluppata all’interno dell’Associazione Europea di Gruppoanalisi Transculturale nel corso di circa due decenni di lavoro che ha coinvolto molti noti Analisti di gruppo europei (tra i quali M. Pines, D. Brown, J. C. Rouchy, J. Le Roy), ed anche molti colleghi gruppoanalisti italiani. La particolarità di questa ricerca è stata quella di partire dal materiale emergente nei workshop esperenziali, realizzati ogni due anni in diverse città europee. Colgo, quindi, l’occasione per segnalare che il prossimo workshop si svolgerà a Palermo nei giorni 9-11 settembre 2010. L’altro contributo presente in questa sezione è una ricerca sull’esperienza di transito culturale di un gruppo di studenti provenienti da diversi Paesi stranieri che hanno vissuto in una Università italiana.
Nella sezione sulla formazione pubblichiamo la presentazione di un dispositivo di training alla conduzione dei gruppi, applicato alla didattica della Scuola di specializzazione in Psicoterapia della COIRAG, illustrato anche dal resoconto di due momenti di lavoro con gli allievi.
Buona lettura