IL GRUPPO NELLE DIPENDENZE PATOLOGICHE A cura di GUGLIELMO CAMPIONE, ANTONIO NETTUNO Franco Angeli 2007
Recensione di Francesca Campostrini
Scrivo questa recensione da un punto di vista un po’ particolare, essendo io uno degli autori di un saggio presente in questa cura. Uno degli operatori che, con tanta passione, ha svolto e poi raccontato la sua esperienza di conduzione di gruppi con soggetti tossicodipendenti e che Guglielmo (Campione) ed il dott. Nettuno, che non ho invece il piacere di conoscere, hanno raccolto e deciso di “curare”, per consentire ad altri di partecipare di queste esperienze narrate.
Cercherò dunque di mantenermi in bilico tra la piaggeria e la possibilità autentica di dire qualcosa su questo testo, utilizzando anzi la mia posizione per essere critica in modo limpido, rispetto agli aspetti di grande forza impressionistica che questo bel libro possiede, a cui fa da contraltare una debolezza vagamente manualistica, che cercherò di illustrare.
La ricchezza del libro sta nella grande conoscenza diretta del fenomeno della tossicodipendenza e delle gruppalità praticate nel concreto, che gli autori hanno, in quanto descrivono ciò che realmente si pratica rispetto ai gruppi in diverse realtà del pubblico e del privato sociale.
Questo volume esce nella collana “Clinica delle dipendenze” di Franco Angeli, dove l’intento dichiarato è quello di “far comprendere agli “esperti” e poi alla società il senso dell’operare quotidiano, (…) e le pubblicazioni trovano linfa nell’ambito delle attività o comunque sono collegate agli operatori del settore”( pag.1).
E in effetti la parte di grande interesse del libro non mi sembra risieda solo in ciò che si dice, quanto in ciò che si pratica, anche in quanto gli aspetti sociali e curativi delle malattie contribuiscono a delinearle tanto quanto la loro sintomatologia, come insegna la psichiatria transculturale. I modi in cui i curanti pensano i Servizi e le risposte terapeutiche, contribuiscono grandemente alla costruzione stessa della patologia.
Ci sono pagine di grande bellezza nei racconti delle “vignette cliniche”, dove i pazienti con acuta intuizione dei fondamenti della psicoanalisi, riescono a stupirci per la bellezza delle esemplificazioni che forniscono.
In altri passaggi sono gli autori stessi che forniscono con semplicità e rigore esempi concreti del potere euristico delle teorie psicoanalitiche, che realmente aprono percorsi di senso dove è molto difficile orientarsi e comprendere.
C’è una grande varietà di contesti, in cui forse l’unico limite è di riflettere solo l’Italia del nord, sia da un punto di vista della multiformità in cui il fenomeno della dipendenza ormai si articola, (cocaina, poliabuso, gioco d’azzardo, ma anche disturbi alimentari), sia da un punto di vista dei contesti istituzionali che di questo fenomeno si fanno carico: Ser.T., privato sociale, carcere, ma anche gli studi privati, in cui non è escluso di poter effettuare un tratto del percorso terapeutico.
Il libro è poi molto “colto”, molto all’interno di una dimensione di senso e di condivisione nella comunità scientifica, con citazioni plurime da tutta la letteratura sui gruppi a partire veramente dai primordi con Joseph Pratt, si, quello che faceva i gruppi con i pazienti tubercolotici al Massachussetts General Hospital nei primi anni del ’900, per passare dal misconosciuto Trigant Barrow, e poi Anzieu, Bion, Foulkes, Kaes, e Pines per arrivare a, Corrao, Correale, Corbella, Neri, Pontalti, Rouchy, tanto per citarne alcuni, in ordine un po’ cronologico e un po’ alfabetico. Una lunga carrellata di autori, che alla fine stride un po’.
E che fa assumere al volume, a tratti, un andamento leggermente diverso da quello che si era verosimilmente pattuito con il lettore, che aveva molto a che fare con il “adesso ti racconto che cosa ho fatto e perché” e sfocia in un disorientante: “adesso ti dico come si fa e perché”.
Questo tono stona un po’, ma non toglie il piacere della lettura e, e non è poco, la dimensione di apprendimento che chi si occupa di gruppi in vari contesti, avidamente ricerca.
Indice
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Gli autori |
pag. 11 | |||
| Prefazione, di Eugenio Gaburri | » 13 | |||
| Introduzione, di Alfio Lucchini | » 19 | |||
| Parte I
Definizione e trattazione storica dei concetti di “dipendenza” e di “gruppo” |
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| 1. Dipendenza: etimologia e semantica di un termine di confine,
di Guglielmo Campione |
» 29 | |||
| 1. Introduzione | » 29 | |||
| 2. Etimologia di “addiction” e di “dipendenza” | » 30 | |||
| 3. Il termine “dipendenza” incontra il termine “mania” | » 35 | |||
| 4. Il termine “dipendenza” incontra i termini “ossessione”, “compulsione”, “impulsività” | » 37 | |||
| 5. Il termine “dipendenza” incontra i termini “alessitimia”, “parafilia”, “dissociazione” | » 44 | |||
| 6. Il termine “dipendenza” incontra il termine “personalità” | » 48 | |||
| 7. Il termine “dipendenza” in psicoanalisi | » 51 | |||
| 8. Conclusioni | » 56 | |||
| 1. Introduzione | » 61 | |||
| 2. L’intervento gruppale. Cenni storici | » 62 | |||
| 3. Perché la terapia di gruppo nelle dipendenze | » 67 | |||
| 4. Modelli teorico-clinici | » 71 | |||
| 5. Conclusioni | » 73 | |||
| Parte II
Il gruppo e la formazione |
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| 3. Il gruppo di operatori e il gruppo dei pazienti tossicodipen-denti: riflessioni sulla supervisione nei centri pedagogico-residenziali per la doppia diagnosi, di Guglielmo Campione e Antonio Nettuno | » 81 | |||
| 1. Premessa | » 81 | |||
| 2. La supervisione: aspetti storici, finalità, funzioni, rischi, contesti di utilizzo gruppale | » 82 | |||
| 3. La supervisione e le difficoltà emotive dello staff di cura nelle dipendenze patologiche | » 87 | |||
| 4. La supervisione, gli aspetti istituzionali e l’impostazione pedagogica delle comunità riabilitative | » 91 | |||
| 5. Il perché di una supervisione psicoanalitica dello staff terapeutico | » 95 | |||
| 4. I fattori curativi della psicoterapia di gruppo e la formazione del terapeuta nel campo delle dipendenze, di Antonio Nettuno | » 101 | |||
| 1. Premessa | » 101 | |||
| 2. Aspetti teorici e fattori terapeutici | » 101 | |||
| 3. L’efficacia della psicoterapia di gruppo | » 106 | |||
| 4. Conclusioni | » 107 | |||
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Parte III I gruppi psicoanalitici |
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| 5. Il gruppo dei pazienti polidipendenti: considerazioni teori-che e cliniche, di Antonio Nettuno | pag. 113 | |||
| 1. Introduzione | » 113 | |||
| 2. Premessa | » 114 | |||
| 3. Il gruppo dei poliassuntori | » 118 | |||
| 4. Considerazioni finali | » 133 | |||
| 6. Il paziente dipendente da sostanze nel gruppo analitico classico, di Claudio Di Lello | » 138 | |||
| 1. Introduzione | » 138 | |||
| 2. Il caso di Orione | » 140 | |||
| 3. Conclusioni | » 143 | |||
| 7. Gruppo a termine e presa in carico multipla nella cura delle dipendenze patologiche, di Irmo Carraro, Nicoletta Jacobone e Giampiero Ricci | » 146 | |||
| 1. Premessa | » 146 | |||
| 2. Il paziente dipendente e l’operatore | » 148 | |||
| 3. Presa in carico multipla e trattamenti multifasici | » 150 | |||
| 4. Latenza terapeutica e psicopterapia dell’area traumatica | » 152 | |||
| 5. Il Gruppo per la Ripresa delle Funzioni (GRF) | » 155 | |||
| 6. Esempi di applicazione del GRF in ambito privato e pubblico | » 56 | |||
| 7. Conclusioni | » 166 | |||
| 8. Spazi di pensiero e di identità nel soggetto anoressico bulimico fra il rapporto con il gruppo familiare e l’appar-tenenza al gruppo terapeutico, di Francesco Comelli | » 169 | |||
| 1. Introduzione | » 169 | |||
| 2. Il vertice del disturbo alimentare | » 169 | |||
| 3. Il vertice dell’omogeneità | » 172 | |||
| 4. Il vertice del gruppo | » 173 | |||
| Parte IV
I gruppi psicoterapeutici |
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| 9. La psicoterapia di gruppo con cocainomani antisociali, di
Teresa Bellini, Guglielmo Campione e Carilla Dominoni |
pag. 185 | |||
| 1. Premessa | » 185 | |||
| 2. Attività di gruppo psicoterapeutico per soggetti cocainomani | » 186 | |||
| 3. La comorbidità tra disturbo della personalità e abuso di sostanze | » 196 | |||
| 4. Disturbi di personalità e criteri di esclusione o inclusione nel gruppo | » 200 | |||
| 10. Il lavoro psicoterapeutico di gruppo per le dipendenze da cocaina nel Ser.T. di Milano, di Giuseppe Mate | » 205 | |||
| 1. La domanda, il contesto e la scelta degli obiettivi | » 205 | |||
| 2. Comprensione, conoscenza e cura | » 210 | |||
| 3. Il legame della dipendenza | » 212 | |||
| 4. Narrazione, relazione, valutazione, motivazione, trattamento | » 217 | |||
| 5. Il problema cocaina e il trattamento possibile | » 220 | |||
| 6. Conclusioni | » 232 | |||
| 11. I gruppi terapeutici per giocatori d’azzardo e loro fami-gliari: il percorso terapeutico a lungo termine a Campoformido, di Rolando De Luca | » 234 | |||
| 1. Introduzione | » 234 | |||
| 2. Interpretazioni del fenomeno e alcuni tratti di personalità dei giocatori | » 236 | |||
| 3. L’approccio psicoterapeutico | » 238 | |||
| 4. L’esperienza di Campoformido (Udine) | » 243 | |||
| 12. Vivere con la sieropositività, di Luigi Valera | » 260 | |||
| 1. Introduzione | » 260 | |||
| 2. Il gruppo e la sua evoluzione | » 262 | |||
| 3. La scoperta dei farmaci retrovirali | » 271 | |||
| 4. Conclusioni | » 274 | |||
| Parte V
Altre esperienze di gruppo |
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| 13. Conflitto, reato e gruppi in carcere, di Francesca Campostrini e Gianpiero Ferrario | pag. 279 | |||
| 1. Conflitto e reato | » 279 | |||
| 2. Il carcere | » 280 | |||
| 3. Lo scambio penitenziario | » 281 | |||
| 4. Il tossicodipendente in carcere: il pensiero saturo | » 282 | |||
| 5. Il gruppo e le sue potenzialità | » 284 | |||
| 14. Individuo e società: il potere trasformativo del gruppo nel-l’auto-mutuo-aiuto, di Piero Algisi e Biagio Sanfilippo | » 290 | |||
| 1. Introduzione | » 290 | |||
| 2. Il movimento dell’auto-mutuo-aiuto | » 291 | |||
| 3. I gruppi di auto-mutuo-aiuto | » 292 | |||
| 4. Conclusioni | » 297 | |||